Stazioni dell’arte a Napoli

stazioni dell'arte napoli
Posted by Ciro Borrelli Category: Tour Tag: , ,
Perchè le stazioni dell’arte? A cosa serve esporre opere di arte contemporanea all’interno delle stazioni di una metropolitana? Quali effetti producono le stazioni dell’arte sul territorio circostante?

Innanzitutto, è offerta loro la possibilità di conoscerle e apprezzarle. Grazie all’installazione di opere d’arte contemporanea in luoghi altamente frequentati da residenti e turisti.

L’arte, poi, alimenta un circolo virtuoso. Il bello, si sa, richiama il bello. L’arte contemporanea nelle stazioni diventa motore potentissimo per la rigenerazione di interi quartieri cittadini. Così è stato per la città di Napoli. Rappresenta l’avvio di processi di profonda riqualificazione urbana.

Insomma, le stazioni dell’arte a Napoli sono belle da vedere e confortevoli da frequentare.

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I lavori sono stati affidati ad architetti di fama internazionale quali Zaha Hadid, Fuksas, Kapoor o Gae Aulenti, solo per citarne alcuni. Con essi hanno interagito anche giovani architetti locali.

Le opere presenti nelle stazioni dell’arte sono il frutto della creatività di artisti napoletani o stranieri. Essi hanno saputo valorizzare i reperti archeologici recuperati durante gli scavi.

Stazioni dell’arte: come nasce l’idea.

L’idea di abbellire le stazioni dell’arte, probabilmente, nasce già nel 1995. A quel tempo, Antonio Bassolino era sindaco e Achille Bonito Oliva era il coordinatore artistico. A Napoli vengono, infatti, installate opere d’arte contemporanea in luoghi simbolo, come piazza del Plebiscito. Chi non ricorda la “Montagna di sale” di Mimmo Paladino?

L’idea, insomma, è quella di portare l’arte contemporanea accanto alla gente, che ne sa poco. Non provare a convincere, al contrario, le persone a visitare luoghi dedicati all’arte contemporanea.

200 opere d’arte realizzate da più di novanta autori di fama internazionale e da alcuni giovani architetti locali. Questo è il risultato ad oggi dell’intervento sulle stazioni dell’arte.

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Numerosi i riconoscimenti ricevuti a livello internazionale dalle stazioni dell’arte, ma la stazione di via Toledo è quella più titolata. Il 30 novembre 2012, la stazione dell’arte di via Toledo ha ricevuto un premio dal quotidiano The Daily Telegraph. La stazione dell’arte di Materdei, incvece, si è classificata al 13º posto. La rete televisiva CNN, infine, nel 2014, ha eletto la stazione d’arte di via Toledo come la più bella d’Europa.

Se sei a Napoli, non mancare di visitare le stazioni dell’arte della Linea 1 più significative:

Stazioni dell’arte: Garibaldi

Progettata dall’architetto francese Dominique Perrault. Essa serve l’area della principale stazione ferroviaria della città e i quartieri della Duchesca e del Vasto. Starordinario effetto ottico quello delle scale mobili sospese.

Stazioni dell’arte: Università

Disegnata dalla mano degli architetti Karim Rashid e Alessandro Mendini è una delle più profonde. Scendiamo circa 30 metri dal suolo stradale per essere abbagliati e conquistati dai colori predominanti: rosa fucsia e lime.

Stazioni dell’arte: Municipio

E’ quella che ha subito più varianti per portare avanti i lavori, ben 27. L’area su cui sorge, infatti,  era la stessa dell’antico porto di Neapolis. Il disegno della stazione d’arte è opera degli architetti Àlvaro Siza ed Eduardo Souto de Moura. Gli archeologi hanno portato alla luce alcuni ambienti termali e cinque navi romane. Altri resti sono presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN).

stazioni dell'arte

Stazioni dell’arte: Toledo

Andiamo nel sottosuolo per circa 50 metri. Dopo la prima rampa di scale siamo inondati da una luce meravigliosa. Filtrata dalle 3 piramidi di vetro a forma esagonale rivestite da pannelli di color ocra e blu. Al piano -1 possiamo notare i resti delle mura della città di Napoli di epoca aragonese.  A quello livello, inoltre, osserviamo i due mosaici di William Kentridge: Ferrovia Centrale per la città di Napoli del 1906 e la Bonifica dei quartieri bassi di Napoli del 1884. E molto altro ancora da scoprire.

Stazioni dell’arte: Dante

Restaurata insieme alla omonima piazza, è caratterizzata dalla presenza di 2 opere di artisti internazionali molto noti: Kounellis e Kosuth. Il primo ha realizzato un binario sotto il quale sono schiacciati molti oggetti di uso comune. Il secondo, invece, ha riprodotto un passo del Convivio di Dante Alighieri con dei neon luminosissimi.

Stazioni dell’arte: Museo

Qui i colori e i materiali rimandano al vicino Museo Archeologico Nazionale: rosso pompeiano e pietra lavica. Inoltre, artisti locali dell’Accademia di Belle Arti di Napoli hanno realizzato, in vetroresina, una copia dell’Ercole Farnese. Ancora, l’Accademia ha realizzato in bronzo un calco di Lacoonte e una Testa di Cavallo in bronzo.

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Stazioni dell’arte: Materdei

I mosaici sono protagonisti. Quello dell’artista Sandro Chia alla base del pinnacolo in vetri colorati. Quello, poi, di Luigi Ontani realizzato con altorilievi in ceramica. Quelli, infine, di Costantino Aureliano Buccolieri che raffigurano animali fantastici, la maschera di Pulcinella e uno scugnizzo. La stazione è opera dell’architetto Mendini. Molte le affinità con la stazione successiva di Salvator Rosa.

Stazioni dell’arte: Salvator Rosa

Un magnifico giardino terrazzato è incorniciato da palazzi civili trasformati anch’essi in opere d’arte. Esso ospita un ponte romano e una cappella di stile neoclassico, oltre alle sculture ludiche dell’artista campano Mimmo Paladino. Quest’ultimo ha anche abbellito la facciata del palazzo dove visse l’autore della canzone O’ sole mio. La stazione è stata progettata, come quella di Materdei, dal Mendini.

Stazioni dell’arte: Quattro Giornate

Questa stazione dell’arte è dedicata all’insurrezione delle 4 giornate di Napoli contro i nazisti. Sculture in bronzo e dipinti ad opera dell’artista Nino Longobardi. Oppure, scene di guerra a cura di Sergio Fermariello. L’architetto progettista è Domenico Orlacchio.

Stazioni dell’arte: Vanvitelli

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La “successione di Fibonacci” è interpretata dall’artista Mario Merz grazie ad un neon di colore blu fissato al soffitto. Altra opera degna di nota è quella di Giulio Paolini che ha racchiuso un enorme masso in gabbia, “Off limits”. Il progetto architettonico della stazione è a cura Michele Capobianco.

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Ciao! Sono il direttore responsabile di ITINERARTIS.

Ho deciso di aprire questo nuovo spazio di discussione e partecipazione per condividere con i viaggiatori più curiosi e con le Guide Abilitate, itinerari, tour, mostre, luoghi di interesse, storie dai territori e curiosità culturali.

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