Spaccanapoli. Cosa vedere a Napoli

spaccanapoli
Per andare alla scoperta dei decumani di Napoli, il punto di partenza principale non può che essere Spaccanapoli e il suo centro storico. Proclamato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, lungo il decumano inferiore di Napoli.

Spaccanapoli spacca Napoli

Questo antico decumano parte in alto dalla Chiesa di Santa Maria ad Ogni Bene dei Sette Dolori in via Francesco Girardi. Non smetterà di stupirti ed emozionarti per la sua storia, che risale a oltre 2800 anni fa. Il suo patrimonio, è fatto di chiese, strade, mercati, tradizioni artigianali e palazzi storici.

spaccanapoli san gregorio armeno napoli

Lungo il decumano inferiore di NapoliSpaccanapoli, ti troverai, insieme a tanti turisti, ad ammirare palazzi di diversi periodi storici che convivono armoniosamente tra loro fino a via Duomo.

Dove si trova e come arrivare a Spaccanapoli

Spaccanapoli è una strada che sembra dividere in due Napoli: parte in alto, dai Quartieri Spagnoli, e arriva al quartiere popolare di Forcella. Seguendo il decumano, dai Quartieri Spagnoli di Napoli è poi possibile arrivare fino a via Duomo oppure prendere la Pedamentina di San Martino fin su Sant’Elmo. Qui possiamo visitare la Certosa e il Museo di san Martino.

spaccanapoli castel sant elmo dal mare

Vista dall’alto, in particolare da San Martino, un forte che domina Napoli dalla collina del quartiere Vomero, il decumano inferiore si impone come una linea di demarcazione netta della città.

In senso stretto, Spaccanapoli coincide con l’antico decumano inferiore, uno dei tre decumani di Napoli che in epoca Romana caratterizzavano il centro storico di Napoli.

Non esiste il nome toponomastico della strada Spaccanapoli ma la strada effettivamente spacca Napolie ben si vede da San Martino.

Le sette strade di Spaccanapoli

Spaccanapoli è’ solo un modo in cui i napoletani da sempre hanno soprannominato questo antico decumano. Fatto dall’unione di 7 strade diverse, il cui cuore è rappresentato da via Benedetto Croce e via San Biagio dei Librai.

Ma in realtà, partendo dalla parte più alta dei Quartieri Spagnoli, Spaccanapoli percorre via Pasquale Scura che arriva fino ad incrociare via Toledo. Si prosegue lungo il decumano per un piccolo tratto che prende il nome di via Maddaloni perchè costeggia Palazzo Carafa di Maddaloni.

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Il decumano di Spaccanapoli continua in via Benedetto Croce Napoli che sfocia su Piazza del Gesù Nuovo ed arriva fino a piazzetta Nilo, altrimenti detta il Corpo di Napoli.

Lungo il percorso di Spaccanapoli

Ma prima di arrivarci non perdiamoci la splendida Piazza di San Domenico Maggiore con le sue origini aragonesi. Ancora, Spaccanapoli prosegue nel cuore del centro storico. Si calpesta l’antico decumano di via San Biagio dei Librai per arrivare nel cuore del quartiere Forcella in Vicaria Vecchia Via Forcella e via Giudea Vecchia.

spaccanapoli palazzo dello spagnolo

Proprio percorrendo questo decumano, incontrerai molti turisti e alcuni dei monumenti e delle piazze più belle e suggestive di Napoli, soprattutto in via Benedetto Croce.

Cosa vedere a Spaccanapoli

Attraversare Spaccanapoli significa immergersi nella storia di Napoli.

Camminando per il decumano inferiore potrai incontrare il cuore di Napoli e della “napoletanità” più autentica, fatta di persone, colori, odori e sapori.spaccanapoli sfogliatelle

Nella tua passeggiata a Napoli lungo il decumano in via Spaccanapoli, oltre alla degustazione delle migliori pizze della città lungo via San Biagio dei Librai e via Benedetto Croce, o piazza San Domenico per i suoi dolci più celebri, come sfogliatelle, babà e ministeriali. Non potranno mancare alcune tappe culturali, in grado di scaldare la tua anima.

Ti presentiamo qui le tappe immancabili del tuo percorso lungo il decumano a Spaccanapoli nel centro storico di Napoli.

Nei pressi di Spaccanapoli

Ricorda che, quando sarai lì, ti basteranno pochi passi e poche deviazioni lungo gli altri decumani per scoprire magnifici luoghi lungo il percorso. Il Cristo Velato all’interno di cappella Sansevero, oppure via San Gregorio Armeno, celebre strada dei pastori. Via Toledo, la strada dello shopping, piazza San Domenico Maggiore, piazza San Gaetano in via Tribunali. Ancora, la chiesa e gli scavi sotterranei di piazza San Lorenzo Maggiore, il sito di Napoli Sotterranea, il Duomo di Napoli. Ancora, palazzo Carafa di Maddaloni, palazzo Venezia, palazzo Pignatelli di Toritto, Palazzo Marigliano.

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Spaccanapoli. La Chiesa del Gesù Nuovo

La piazza del Gesù Nuovo è una delle piazze più affascinanti di Napoli lungo il decumano. Appena si supera via Toledo, tre sono i monumenti che la caratterizzano: la chiesa del Gesù Nuovo, il complesso monastico di Santa Chiara di Napoli e l’Obelisco di piazza del Gesù Nuovo.

chiesa del Gesù Nuovo lungo spaccanapoli

Di questi tre la facciata della Chiesa della Trinità Maggiore, altrimenti detta la chiesa del Gesù Nuovo, è un vero e proprio scrigno barocco di pittura e scultura. Racchiuso entro una facciata recuperata da un palazzo quattrocentesco e realizzata con pietre a bugnato, dietro cui si celano leggende e significati esoterici più disparati.

Dopo secoli di interpretazioni diverse, il bugnato della Chiesa del Gesù Nuovo è unanimemente considerato come un grande spartito a cielo aperto, dove sono scolpite lettere in aramaico che corrispondono a note musicali.

Spaccanapoli : l’obelisco del Gesù Nuovo

La storia de l’Obelisco dell’Immacolata è avvolto dalle leggende: pare che in alcune ore della giornata, il suo contrasto di luci e ombre sveli addirittura l’immagine della morte. Provare per credere. Nelle ore prossime al tramonto o all’alba portiamoci in piazza quando la statua della Madonna, nella parte posteriore dove c’è il velo, comincia a fissare l’osservatore con tanto di gobba e scettro in mano.

spaccanapoli piazza del gesù nuovo

Il monumento della piazza è uno dei più belli esempi della scultura barocca a Napoli, rivestito com’è da decorazioni marmoree. Eretto alla metà del ‘700, alto circa 30 metri. Ispirato alle macchine da festa del tempo, sostituì una scultura equestre del Vaccaro in onore del re spagnolo Filippo V arrivato in città agli inizi del ‘700.

Spaccanapoli. Il monastero di Santa Chiara

Nato per volere dei sovrani angioini Roberto d’Angiò e Sancia di Maiorca, Monastero di Santa Chiara fu costruito nel XIV secolo in forme gotiche, per poi subire trasformazioni e sovrapposizioni in periodo barocco.

spaccanapoli chiostro Santa Chiara

Quasi completamente rasa al suolo con i bombardamenti della Seconda guerra Mondiale, il Monastero di Santa Chiara è stata poi riportata alle forme medievali nella struttura. Non ha più i colori degli affreschi che un tempo dovevano ricoprire le sue pareti.

Suggestivi e ricchi di fascino sono poi i Chiostri di Santa Chiara. Ebbene si, i chiostri di Santa Chiara sono quattro. Nel corso del tempo, con la trasformazione del refettorio dei Frati Minori in chiesa delle Clarisse, due dei quattro chiostri sono entrati a far parte dello spazio destinato a quest’ultima chiesa. I chiostri appartenenti al complesso di Santa Chiara sono: il chiostro di Santa Chiara maiolicato (o delle Clarisse) con una particolare decorazione in maioliche colorate. Perfettamente intonate all’ambiente e alla vegetazione presente, ideale per una sosta di pace in pieno centro città. Infine, il chiostro di San Francesco. I chiostri appartenenti alla chiesa delle Clarisse, poi, sono: chiostro dei Frati Minori; chiostro di Servizio.

Spaccanapoli. La chiesa di San Domenico Maggiore e la sua piazza

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Proseguendo lungo il decumano su Spaccanapoli, verso via Duomo, incontrerai la chiesa di San Domenico Maggiore e la piazza San Domenico Maggiore, più piccola di piazza del Gesù ma ugualmente ricca di poesia. Si affaccia sulla piazza una delle più belle basiliche della città, il cui museo è da visitare.

Si potrà ammirare la Sacrestia, le Arche Aragonesi, la Sala degli Arredi Sacri e, infine, il Salvator Mundi della bottega di Leonardo da Vinci. Non soddisfatti di tanta bellezza, possiamo continuare nella visita della Cella di San Tommaso d’Aquino, dei Refettori e della Sala del Capitolo.

spaccanapoli Piazza San Domenico Maggiore

Spaccanapoli : i palazzi di piazza san Domenico Maggiore

Al centro di piazza San Domenico, percorrendo Spaccanapoli, troverai un altro magnifico obelisco che prende lo stesso nome e che fu voluto dal popolo quale ringraziamento per essere usciti indenni dalla peste. Non solo quindi devoti solo a San Gennaro, il cui tesoro è custodito accanto al Duomo.

Oltre la basilica di San Domenico Maggiore, affacciano sulla piazza di San Domenico, i seguenti palazzi. Petrucci, Saluzzo di Corigliano, attualmente sede dell’Università di Napoli l’Orientale, Sangro di Casacalenda e palazzo Carafa della Spina.

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Potrai fermarti in uno dei numerosi tavolini dei caffè che popolano la piazza e immaginare i dialoghi dei letterati del passato. Spesso, infatti, si riunivano al centro storico in questi luoghi e in queste piazze dei decumani a discutere la storia e le questioni della città.

Spaccanapoli. Piazzetta Nilo e il Corpo di Napoli

Oltrepassata di pochi passi la piazza e la chiesa di San Domenico Maggiore proseguendo lungo il decumano verso via Duomo non possiamo non notare la statua del dio Nilo restaurata pochi anni fa in piazzetta Nilo.

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Oggi, invece, la statua si erge in tutto il suo splendore in piazzetta Nilo, proprio lungo il decumano Spaccanapoli tra la chiesa di Maria Assunta Pignatelli, palazzo del Palormita e Palazzo Carafa di Montorio. Da non confondere con palazzo Carafa di Maddaloni.

Per i tifosi di tutto il mondo, poi, immancabile è la sosta lungo il decumano, magari sorseggiando un gustoso caffè di Napoli in uno dei bar di Piazzetta Nilo. Davanti all’edicola lungo il decumano che contiene la “ciocca dei capelli” (eh si avete letto bene) di Diego Armando Maradona. Ma lasciamo alle nostre spalle piazzetta Nilo e proseguiamo il nostro percorso lungo il decumano verso la strada dei presepi.

Spaccanapoli : via San Gregorio Armeno. La strada dei pastori

La prima traccia documentale del presepe a Napoli risale addirittura nell’anno 1021, in un atto notarile. Ma soltanto nel ‘600 e soprattutto nel ‘700 il presepe fu rappresentato in città. Fino ad includere, quindi, anche il “profano” ben oltre la sola grotta della Natività.

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Ma, soprattutto, il presepe esce fuori dalla sfera religiosa a cui era stato relegato fino ad allora per entrare nelle case dell’aristocrazia napoletana. Fu proprio Giuseppe Sanmartino, lo scultore del Cristo nella Cappella Sansevero, a inaugurare la prima vera scuola artistica del presepio.

Vuoi approfondire la conoscenza sui materiali e le tecniche utilizzate nel corso degli anni? Devi visitare il Museo della Certosa di San Martino lungo via San Gregorio Armeno, che incrocia Spaccanapoli nella parte bassa della strada dei pastori.

spaccanapoli pastore via san gregorio armeno

Oggi, dopo oltre due secoli, la scuola artistica è viva e rigogliosa. I maggiori artisti del presepio napoletano espongono le loro opere  nella “la strada dei pastori” (via San Gregorio Armeno). Oggi, il presepe è una delle espressioni artistiche più identitarie del popolo napoletano. Napoli si specchia nei suoi presepi. La città, attraverso le opere presepiali, riflette sull’attualità, interpreta la realtà e restituisce un’idea di comunità. Ogni anno l’attualita’ muta ed evolve, sempre nuova e unica nel suo genere.

Via San Gregorio Armeno, è la strada che oggi collega via Tribunali con il decumano inferiore di Napoli  Spaccanapoli e che anticamente collegava le due plateie, maggiore e inferiore. Parte dall’agorà dove oggi si trova un gioiello dell’arte gotica napoletana.

Spaccanapoli. Città greca

I decumani della città di Napoli sono tre e scorrono parallelamente gli uni dagli altri attraversando da est a ovest la città, parallelamente rispetto al mare. Il significato del termine decumano risulta in realtà un termine improprio in epoca greca, in quanto esso caratterizza un sistema di urbanizzazione di epoca romana. Napoli, invece, venne fondata come colonia greca, dunque ben prima dell’avvento dei romani.

Il sistema greco, infatti, prevedeva uno schema stradale ortogonale in cui tre strade, le più larghe e grandi, parallele l’una all’altra, chiamate plateiai, attraversavano l’antico centro urbano suddividendolo in quattro parti.

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Essi vedevano, quindi, nelle due laterali una sostanziale similitudine. Quella centrale, invece, risultava essere più grande rispetto alle altre due. Essa rappresentava, infatti, la via più importante della antica città greca. La plateia (greca) centrale corrisponde oggi a via dei Tribunali. Nel punto centrale di quest’arteria era disposta, durante l’epoca greca, l’agorà, mentre in quella romana vi era il foro.

L’agorà stessa, oggi corrispondente a Piazza San Gaetano, era divisa in due dalla via maggiore. Nel lato nord, nei pressi della Basilica di San Paolo Maggiore, avvenivano le funzioni religiose mentre nel lato sud, verso la Basilica di San Lorenzo Maggiore, vi erano il mercato e altre strutture con funzioni civili.

Spaccanapoli. Città romana

L’etimologia del termine latino deriva dal fatto che nell’antico esercito romano, con “decumanus” veniva indicato un soldato della decima legione. Negli accampamenti romani, poi, la Porta decumana era quella dietro al Praetorium, opposta cioè alla Porta praetoria, rivolta verso il nemico.

decumani a Napoli, infatti, sono tre. Decumano superiore, decumano maggiore, decumano inferiore. Quest’ultimo è quello chiamato Spaccanapoli.

Ai tempi dei Romani, invece, era il “decumanus” massimo, che si incrociava ad angolo retto con il cardo massimo. Formando, così, il principale asse nord-ovest sud-est o nord-est sud-ovest. L’insediamento romano risultava, quindi, diviso in quattro parti chiamate quartieri. Di norma, all’incrocio di queste due direttrici principali si trovava quasi sempre il forum, ossia la piazza principale della città.

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Il decumano massimo, inoltre, collegava due delle quattro porte dell’insediamento romano, quelle in direzione est – ovestDal decumano inferiore, oggi Spaccanapoli, saliamo verso il Decumano maggiore, oggi via Tribunali, attraverso uno dei cardi, oggi via San Gregorio Armeno.

Il significato del termine decumano era, insomma, utilizzato per indicare una delimitazione in direzione est-ovest nella divisione del territorio romana. Ovvero, di una colonia in lotti quadrati che venivano assegnati ai singoli coloni. Ciascun lotto costituiva il fondo per cento famiglie, ed era delimitato da un cardo, il “polo cardinale” e ogni dieci famiglie, da un decumano, “la strada della decima parte”.

Spaccanapoli. La Basilica di San Lorenzo Maggiore.

In questo punto ci troviamo davvero nella parte più vecchia e antica di Napoli. La Basilica di San Lorenzo Maggiore è stata eretta su una basilica paleocristiana del VI secolo. Infatti proprio qui possiamo ammirare le stratificazioni avvenute nel corso della storia visitando l’area archeologica di San Lorenzo Maggiore.

Assaporerai così tutto il gusto e l’atmosfera di una città antica e accogliente, che non smette mai di rinnovarsi.

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Scopri il centro storico di Napoli con le guide abilitate di CiceroGO – Arcangelo Pisano – Aniello Di Maio 

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