Regno di Napoli : le residenze dei Borbone

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Posted by Candida Carrino Category: Tour Tag: , ,
Il Regno di Napoli era stato un vicereame fino al 1734, quando Carlo di Borbone, figlio di Filippo V re di Spagna e di Elisabetta Farnese, vi mette fine. Il lavoro per Carlo non era semplice. Bisognava, infatti, tirar fuori il Regno di Napoli da una catastrofica situazione economica. Le riforme dei Borbone passarono, quindi, anche attraverso la realizzazione di strutture edilizie che divennero funzionali e strettamente connesse alla politica di rinnovamento.

Prima e dopo il 1734 potremmo parlare dei Regni delle due Sicilie riferendoci a quello di Sicilia nato nel 1130 e a quello nato nel 1816. In realtà, il toponimo Regno delle due Sicilie è riferibile solo al 1442 quando Alfonso V D’Aragona unì il Regno di Napoli e il Regno di Sicilia.

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Le Residenze borboniche in Campania oggi sono un patrimonio inestimabile. Testimoni storiche della funzione di motori potenti per lo sviluppo del territorio. Esse sono, infatti, l’insieme delle strutture edilizie reali ereditate, edificate, acquistate e adattate tra il 1734 al 1861 dai Borbone. Rappresentano il potere di una delle più importanti e antiche dinastie reali d’Europa, i Borbone. Mostrano la raffinata vita di uno più antichi stati italiani del vecchio continente.

Regno di Napoli : l’assolutismo illuminato

Il clima di rinnovamento, peraltro, percorreva l’Europa e l’assolutismo risentì fortemente delle influenze dell’illuminismo europeo e napoletano. I re borbonici del Regno di Napoli, da Carlo fino a Ferdinando IV, parteciparono a pieno titolo a questa epopea. Proiettando, infatti, sullo scenario internazionale il Regno di Napoli.

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Ambascerie internazionali, infatti, visitavano i modelli attuativi della politica dei Borbone. Questi ultimi, pertanto, perseguivano obiettivi di miglioramento e trasformazione economica e sociale del territorio. Tali modelli nel Regno di Napoli non erano costituiti solo dalle colonie agricole o quelle industriali. In realtà, da tutte le strutture edilizie realizzate. Esse svolgevano, infatti, funzioni residenziali, amministrative, museali. Nonchè agricole, industriali, venatorie e di tutela del patrimonio ambientale. Funzioni, insomma, indispensabili alla costituzione di uno “stato moderno”.

Regno di Napoli : recupero e valorizzazione sociale e territoriale

Questa politica avviò un processo di sviluppo delle caratteristiche territoriali del Regno di Napoli in modo da favorire le identità locali. Le strutture realizzate nel giro di poco tempo rispondevano sia alle funzioni di svago e luoghi di delizia della corte dei Borbone. Oltre che allo sviluppo culturale, sociale e produttivo delle aree interessate del Regno di Napoli.

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Si pensi alle tenute, che andavano dagli Astroni a Persano, da Cardito a Castellammare. Ricche di selvaggina, poi, utilizzate per l’attività venatoria dei sovrani erano costantemente ripopolate con fauna e flora. Lo scopo era quello di mantenere l’equilibrio dell’ecosistema.

Terra di Lavoro, ancora, un territorio ricco di pascoli naturali, boschi ma anche di acquitrini e zone paludose e malariche. I Borbone affidarono a Luigi Vanvitelli, uno dei massimi interpreti della cultura illuminista, un imponente programma di riqualificazione e risanamento. Nel Regno di Napoli furono costruiti edifici o ampliati e recuperati quelli esistenti. A cominciare dal Palazzo Reale di Caserta con il suo monumentale parco fino al Casino Reale di Carditello.

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Per non dire della colonia industriale di San Leucio. Uno straordinario caso di archeologia industriale e innovazione sociale. Dove Ferdinando IV diede vita ad un coraggioso esperimento di marcata impronta socialista. Una colonia industriale per la produzione tessile, la famosa Real Seteria, che esportò in tutto il mondo il suo prezioso prodotto.

Regno di Napoli : il gran tour

Nei viaggi degli intellettuali di tutto il mondo era fondamentale una tappa nel Regno di Napoli. La loro presenza era dovuta non solo per visitare i luoghi naturalistici e le meravigli architettoniche. Ma anche per studiare la storia di Napoli attraverso la politica di pianificazione e sviluppo culturale, economico e sociale messa in atto dai Borbone.

Oggi vi attendono in questo territorio testimonianze architettoniche di grande valore. Una visita in città non può prescindere da questo percorso della storia di Napoli. Rivivrete un periodo di grande splendore di un territorio troppo spesso superficialmente definito arretrato.

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Numerose furono le innovazioni culturali e industriali nel Regno di Napoli. Dalle grandi fabbriche dei sontuosi palazzi alla riscoperta dei siti vesuviani, passando per la ferrovia e i cantieri navali. Il primo tratto ferroviario italiano per collegare Portici a Napoli. L’installazione del primo telegrafo tecnico italiano. L’impianto del primo osservatorio astronomico a Capodimonte e sul Vesuvio il primo osservatorio sismologico e meteorologico.

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Dopo Londra e Parigi, nel Regno di Napoli viene installata la prima illuminazione a gas su strada. Il cantiere reale dei Borbone con la flotta navale sarà la prima nel mediterraneo e quarta nel mondo. La fondazione della Stazione Zoologica di Napoli ad opera dello scienziato Anton Dohrn con il primo acquario in Italia per lo studio delle specie marine. Accanto a ciò, nel Regno di Napoli vi erano anche piccole innovazioni tecnologiche per migliorare la vita a corte. Nella Reggia di Caserta fu costruita una “sedia volante”, vera progenitrice del moderno ascensore.  Nel Regno di Napoli vi fu anche installato il primo bidet della storia dell’umanità definito “quello strano oggetto a forma di chitarra”.

Regno di Napoli : Patrimonio dell’umanità UNESCO

Da più parti si sta perorando la causa presso la Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO del riconoscimento del sistema delle residenze borboniche del Regno di Napoli, quale patrimonio dell’umanità. E’ importante che i singoli siti siano identificati come un unicum. Testimonianza di una politica unitaria di promozione storica, culturale e paesaggistica. Operata, peraltro, in un territorio fortemente condizionato dalle dominazioni straniere.

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L’elenco completo comprende le seguenti sedi: Palazzo Reale di Napoli. Reggia di Portici. Reggia di Caserta. Real Albergo dei Poveri. Reggia di Persano. Acquedotto Carolino. Reggia di Quisisana. Belvedere di San Leucio. Casina al Fusaro. Reggia di Carditello. Real Villa della Favorita. Reggia di Capodimonte. Palazzina Cinese. Palazzo Reale di Ficuzza

Regno di Napoli : quali residenze borboniche visitare

E’ difficile non inserire in questo elenco la reggia di Caserta o quella di Napoli. Ma con una scelta consapevole vi voglio indicare i luoghi meno noti ma non per questo meno affascinanti.

Storica dell’arte, autrice di diverse pubblicazioni in materia di beni culturali, ha una lunga esperienza nella gestione dei patrimoni culturali di diverse istituzioni pubbliche e private nonché nel coordinamento delle attività di fondazioni e centri studi e ricerche

candida.carrino@cicerogo.com – redazione.itinerartis@cicerogo.com

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