Marche … e il naufragar m’è dolce in questo mar … di bellezze

marche cosa vedere
Posted by Candida Carrino Category: Tour Tag:
Avevamo bisogno dello spot con Dustin Hoffman che recita l’ “Infinito” di Leopardi mentre scorrono le immagini dei luoghi più belli delle Marche, per riscoprire una Regione ingiustamente negletta dai percorsi turistici della nostra Italia, cosa vedere? Le Marche sono un vero e proprio scrigno di monumenti e di edifici che vale la pena di visitare. Non solo se si ha una passione per i tesori delle nostre città d’arte, ma anche – più semplicemente – se si ha voglia di ammirare da vicino un pezzo di cultura e di storia del passato.

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Marche cosa vedere : Urbino

Bella artisticamente, ma bella anche dal punto di vista paesaggistico, trovandosi tra due colli. Questa città offre un panorama fatto di tetti e di chiese decisamente suggestivo, le case e palazzi storici si arrampicano tra ripidi vicoli in salita e scalette. Ma basta ciò perché il suo centro storico sia diventato un Sito UNESCO? La motivazione va cercata nel fatto che è stata un punto d’attrazione per i più illustri studiosi e artisti del Rinascimento, italiani e stranieri. Questi le fecero acquisire un’eccellenza monumentale ed artistica paragonabile a quella di Firenze.

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La corte di Urbino

La città è circondata da una suggestiva cinta muraria in cotto, che le conferisce un’atmosfera quasi fiabesca. Fu Federico di Montefeltro che la trasformò in una magnifica corte principesca, coinvolgendo nella costruzione del Palazzo ducale alcune tra le più importanti maestranze dell’epoca. Presso la sua corte ospitava artisti e letterati.

Baldassarre Castiglione ne “Il Cortegiano”, delineò i caratteri del cosiddetto “gentiluomo” in Europa, che rimasero pienamente in voga fino al XX secolo. Oggi il Palazzo Ducale è sede della Galleria Nazionale delle Marche. E una visita alla Galleria è d’obbligo se si vogliono ammirare alcuni capolavori assoluti della storia dell’arte qui conservati. Questi sono: “Flagellazione di Cristo” e “ Madonna di Senigallia” di Piero della Francesca, “Comunione degli Apostoli” di Giusto di Gand; “Miracolo dell’ Ostia Profanata” di Paolo Uccello e la sublime “Muta” di Raffaello.

Marche cosa vedere : Fermo

Mentre dalla statale raggiungete Fermo potete già immaginare cosa vi aspetta e la visita a questa città non vi deluderà. Sarete avvolti in un’atmosfera di serenità e pace, che è difficile assaporare in questi nostri tempi dettati dalla frenesia del fare.

Il centro storico di Fermo è delimitato da una cinta muraria quattrocentesca. Essa fu fatta realizzare dagli Sforza ed è in parte ancora visibile, munita di torri rompitratta e porte di accesso. Le porte della cinta storica dedicate a Sant’Antonio, Santa Caterina e San Giuliano sono ancora presenti.

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Il centro storico

Entrate e dirigetevi nella piazza principale, piazza del Popolo, partite da qui per la vostra visita. Uno splendore! Il Palazzo dei Priori, oggi sede di rappresentanza del Comune e della Pinacoteca civica. Con la sua bellissima facciata si apre a ventaglio sulla piazza con due ordini finestre incorniciate da mostre di travertino e con una doppia scalinata centrale. Così la piazza mostra un senso di misura ed equilibrio. Girate per le strade e andate alla scoperta degli innumerevoli palazzi gentilizi. Un’edilizia civile elegante che testimonia la presenza di famiglie importanti in questo luogo. Palazzo Fogliani, in largo Fogliani, Palazzo Vinci, in largo Ostilio Ricci, Palazzo Azzolino, in Corso Cefalonia, dell’architetto Sangallo il Giovane, e Palazzo Maggiori, in Corso Cavour. E poi tutto un susseguirsi di fontane storiche che spuntano appena si apre uno slargo.

Fermo ha anche un’altra meraviglia: il Teatro dell’Aquila. Esso, con i suoi circa 350 metri quadrati di palcoscenico e la capienza di oltre mille posti, si colloca tra i più imponenti teatri del Settecento e dell’Italia centrale. Può essere visitato anche senza assistere agli spettacoli.

Marche cosa vedere : Montecosaro

E’ impervio arrivarci, le indicazioni non sono chiare, sbaglierete forse qualche volta di troppo ma non arrendetevi. Altrimenti, in futuro non potrete perdonarvi di aver sfiorato una meraviglia senza averla visitata.

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Mi è capitato e sono felice di non aver desistito. Montecosaro, Abbazia di Santa Maria Assunta o Basilica di Santa Maria a Piè di Chienti. L’edificio è grande, isolato in uno spazio dove pare non sia mai esistito null’altro che la chiesa. A croce greca con un’abside circondata da altre quattro absidi più piccole, ma fin qui nulla di straordinario.

Un luogo magico

Entrate … si materializza un incanto. Al vostro sguardo si presentano elementi e caratteri architettonici talmente singolari, che forse non avete mai visto in altri monumenti religiosi d’Italia. La navata centrale, che fino a metà aula arriva fino all’alto soffitto in legno, poco prima del Presbiterio è suddivisa su due livelli, come se ci fossero due chiese una sull’altra. Le due navate laterali sono sormontate da un matroneo, il quale poi, diventa il “secondo piano” della chiesa. Già solo questa suddivisione, accompagnata dalla presenza del deambulatorio, conferisce a questa chiesa un fascino unico. La penombra incombe su tutto, immaginate come doveva essere quando le pareti erano ricoperte interamente da affreschi. Oggi non rimangono che pochi resti, concentrati nella zona superiore dell’edificio, dove la minore umidità ne ha favorito la conservazione.

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Se poi volete, raggiungete il centro di Montecosaro alto, un piccolo borgo intriso di miti e storie tra stregoneria ed alchimia, legate ad un frate esorcista vissuto nella notte dei tempi a Casa Laureati.

 Marche cosa vedere : Chiaravalle

Il nome di Chiaravalle è conosciuto da tutti per l’ Abbazia di Santa Maria in Castagnola, fondata nel 616 d.C. una delle tre abazie cistercensi in Italia. I monaci scelsero questo luogo perché ideale per la preghiera e il lavoro dei campi. Intorno alla comunità monastica sorse via via il centro abitato anche grazie al fatto che i monaci avviarono un’importante attività di lavorazione del tabacco, già da tempo coltivato nella zona.

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Infatti nel 1759, per opera dell’Abate commendatario cardinal Neri Maria Corsini, nacque la “Manifattura tabacchi”, centro propulsore dell’attività industriale del territorio e vera fonte di ricchezza per i residenti. La fabbrica si sviluppò notevolmente nel XIX secolo, soprattutto grazie al lavoro delle sigaraie.

Oggi un’imponente e solenne facciata con un meraviglioso rosone si presenta ai vostri occhi. Anche l’interno non vi deluderà. Ma ciò che contribuisce all’incanto è la pace e la tranquillità che si gode nel passeggiare sotto il portico e nel chiostro. Una sensazione di lontananza dalla frenesia del nostro quotidiano.

Marche cosa vedere : Ancona

Prima di immergervi nella città, raggiungete il Duomo di San Ciriaco, la splendida cattedrale romanico-bizantina a picco sul mare. Vi chiederete perché. Il motivo è semplice da questo punto potete ammirare sia l’alba che il tramonto sul mare. Questo privilegio è dato ad Ancona dal fatto che si trova sul promontorio del monte Conero. Poiché gli anconetani erano sottoposti alle razzie dei predoni del mare decisero di preservare le reliquie dei loro santi in questo posto difficile da saccheggiare. La loro progettualità ci offre oggi uno straordinario esempio di manufatto artistico, un perfetto incrocio tra romanico e bizantino.

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Se volete poi comprendere come si vive in questa splendida città recatevi in  Piazza del Plebiscito. Una piazza dalla forma allungata sulla quali si affacciano il Palazzo del Governo, la Torre civica con l’Orologio, e alcuni bei palazzi nobiliari, oltre a locali e bar sempre affollati. L’appuntamento in piazza da non perdere è ogni giorno alle ore 12 ed alle  ore 18. L’Orologio della Torre mostra un particolarissimo carosello dei Magi adoranti la Vergine con il Bambino. Insomma il salotto di Ancona è qui!

Marche cosa vedere : Ascoli Piceno

La Città delle Cento Torri. Il centro storico di Ascoli Piceno è costruito quasi interamente in travertino ed è tra i più ammirati della Regione e del centro Italia, in virtù della sua ricchezza artistica e architettonica.

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Marche cosa vedere : Fabriano

Fabriano è nota per la produzione della carta e per la filigranatura dei fogli, invenzione introdotta dai mastri cartai fabrianesi nella seconda metà del XIII secolo.

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Marche cosa vedere : Cerreto d’Esi

Cerreto d’Esi vanta un primo nucleo abitativo di epoca longobarda (V secolo). Castrum Cerreti, ovvero il castello di Cerreto, deve il suo nome ad una pianta, il cerro, della famiglia delle querce un tempo particolarmente abbondanti in tutto l’entroterra marchigiano. Ma è conosciuta per la produzione del Verdicchio e per la presenza del Museo dell’Antica Farmacia Giuli.

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 Marche cosa vedere : Camerino

Camerino vanta un centro antico pressoché inalterato nel suo impianto medievale e nobili architetture di quella che fu la capitale del ducato dei Da Varano. Poco fuori le mura cittadine sorge la Basilica di San Venanzio, ricostruita in stile neoclassico.

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 Marche cosa vedere : Loreto

Loreto deve la sua fama al Santuario che è stato per secoli ed è ancora oggi uno dei luoghi di pellegrinaggio tra i più importanti del mondo cattolico. La città, circondata da una cinta muraria eretta a partire già dal XIV secolo come difesa, soprattutto dalle incursioni turche, si è sviluppata intorno alla nota Basilica e il Museo Antico Tesoro della Casa Santa di Loreto. Questa ospita la celebre reliquia della Santa Casa di Nazaret dove, secondo la tradizione, la Vergine Maria nacque e visse e dove ricevette l’annuncio della nascita miracolosa di Gesù.

Marche cosa vedere : Recanati

Una puntata a Recanati è d’obbligo, i luoghi leopardiani sono tutti in questa piccola cittadina e nei suoi dintorni. Indispensabile una visita a casa Leopardi, dove la grandiosa biblioteca ci fa rivedere il piccolo Giacomo impegnato nel suo “studio matto e disperatissimo”.

Storica dell’arte, autrice di diverse pubblicazioni in materia di beni culturali, ha una lunga esperienza nella gestione dei patrimoni culturali di diverse istituzioni pubbliche e private nonché nel coordinamento delle attività di fondazioni e centri studi e ricerche

candida.carrino@cicerogo.com – redazione.itinerartis@cicerogo.com

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