Cortona. La città di Santa Margherita

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Posted by Ciro Borrelli Category: Tour Tag: ,
Cortona, già antica lucumonia in epoca pre-romana, si trova nella Val di Chiana, in Toscana. Il nome Cortona deriva da Curtun e risale al III sec. a.C. Siamo in provincia di Arezzo, ai confini con l’Umbria.

Il delizioso comune di Cortona è disteso su una collina alta 600 mt. E’ completamente chiuso da mura possenti, di epoca etrusca e medievale. Tuttavia, le mura non impediscono un suggestivo paesaggio su tutta la Valdichiana.

La storia di Cortona

Cortona divenne una città molto potente grazie al fatto di sorgere su una collina. Potevano, infatti, controllare quasi tutti i territori che facevano parte della lucumonia di epoca etrusca.

Proprio gli Etruschi costruirono le mura della città per ben 3 chilometri. Di epoca etrusca, poi, anche le tombe dei nobili “a melone”. Infine, l’unico esempio in Italy di altare funerario con le sfingi.

A Cortona c’è anche la Tabula Cortonensis. Ovvero, una lamina bronzea con una delle più lunghe iscrizioni in lingua etrusca.

Sottomessa, poi, da Roma, e occupata dai Goti nel 450 d.C. Non si sa nemmeno se sia stata sede vescovile. Di certo, però, nel XIII secolo diventa un comune libero governato da un podestà. Nel XV secolo, ancora, entra a far parte della Repubblica Fiorentina e beneficia del Rinascimento Fiorentino. Troviamo, oggi, opere d’arte degli artisti Luca Signorelli e Pietro Berrettini e dell’architetto Francesco di Giorgio Martini.

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Nel 1727, poi, nasce in Toscana l’Accademia Etrusca con sede, oggi, nel palazzo Casali. L’Accademia di Cortona, ha il merito di aver pubblicato opere molto importanti. Il dizionario enciclopedico di Diderot e il dizionario delle civiltà antiche Winckelmann.

Il comune di Cortona, e la Toscana tutta, pagano il prezzo di molti caduti durante le due guerre mondiali del XX secolo.

Cortona cosa vedere

Innanzitutto, consigliamo di girovagare per la cittadina alla scoperta di odori e sapori della Toscana. I vini, in particolare, per la vicinanza a Montepulciano, e la carne chianina. A Cortona cosa vedere?

Da non perdere, è la Basilica di Santa Margherita, patrono di Cortona, e la Fortezza del Girifalco.

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Per la Basilica, vi invitiamo a leggere la breve storia di Margherita da Cortona poco più avanti in questo post.

La Fortezza del Girifalco, invece, ha origini alla metà del 1200. Tuttavia, l’attuale aspetto difensivo risale alla metà del 1500. Fu Cosimo I de’ Medici, infatti, a voler realizzare i quattro bastioni ed il rivellino a scopo militare.

La Fortezza del Girifalco, tuttavia, non è mai stata protagonista in guerra. Nel 1766, quindi, dopo l’avvento dei Lorena, la fortezza passò alla comunità di Cortona. Divenne, così, un carcere cittadino.

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Durante la seconda guerra mondiale, trovarono rifugio 250 figlie di cittadini italiani all’estero. Era, ovviamente, una postazione strategica sia per i soldati tedeschi sia poi per i soldati alleati.

Nel 1959 e 1969 i restauri hanno permesso le visite al possente mastio ed allo splendido cortile. Nel 2010, infine, il bastione di Santa Maria Nuova in Cortona è pienamente accessibile.

E poi, il Parco Archeologico con le tombe, le strade romane, le cisterne. Ancora, il Duomo, le numerose chiese, le ville.

Cortona e San Francesco

Andiamo in un luogo spirituale e di silenzio. L’eremo Le Celle di San Francesco fuori le mura di Cortona. Il nome deriva sicuramente per le piccole costruzioni ricavate tra le rocce.

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E’ proprio qui che Francesco dettò il suo Testamento? Forse si. Perchè San Francesco fece la sua ultima visita alle Celle solo quattro mesi prima di morire. Era nel Maggio del 1226. Il Santo veniva da Siena per curarsi da una grave malattia agli occhi.

Antonio da Padova, Bonaventura, Lorenzo da Brindisi e Guido da Cortona sono tra quelli che hanno vissuto all’Eremo Le Celle.

Le abitazioni dei francescani e le celle conventuali sono “a gradoni” disposte sui due lati della valle. Da visitare la chiesa, la Cappellina della SS. Trinità e la Cappella Bentivoglio, il ponte del Granduca e l’oratorio di San Franceschino.

Oggi sono accolti i giovani che hanno la vocazione. Sono anche disponibili due “Casette” di complessivi 40 posti per gruppi di visitatori.

Il santo patrono di Cortona

Il patrono della città è Santa Margherita da Cortona. Nata nel 1247 e morta nel 1297. Proclamata santa da papa Benedetto XIII nel 1728. La sua vita monastica fu al servizio del Terzo Ordine dei Francescani.  E’ una delle sante più popolari dell’Italia Centrale.

Nel 1950, poi, un celebre film raccontò la sua biografia. Interpretata dall’attrice Maria Frau e diretto dal regista Mario Bonnard.

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Orfana di madre, a diciassette anni visse more uxorio con un mercante di Montepulciano, Arsenio. Molto ricco, egli venne identificato con Raniero del Pecora. Ebbero, infine, anche un figlio. Arsenio, però, venne ucciso a Cortona in una faida tra guelfi e ghibellini. Margherita, secondo la leggenda, seguì il cane di Arsenio fino a un boschetto dove trovò il corpo di Arsenio. Proprio lì, oggi, accanto ad una quercia secolare, avvenne la conversione di Margherita.

La coppia passava molto tempo in una residenza che apparteneva alla famiglia del Pecora. Nei pressi di Valiano, in località Giorgi. Sulle colline di Cortona al confine tra Umbria e Toscana. Ancora oggi, in questo castello, si trova una cappella ricavata dall’antica entrata del castello dedicata alla santa, che visse in quelle stanze nel XIII secolo.

Nel 1278 istituì un ospedale presso la chiesa di San Basilio. Fondò, poi, la Confraternita di Santa Maria della Misericordia, per le signore che volevano assistere i malati e i poveri.

Il 22 febbraio Santa Margherita da Cortona è celebrata in città.

Ciao! Sono il direttore responsabile di ITINERARTIS.

Ho deciso di aprire questo nuovo spazio di discussione e partecipazione per condividere con i viaggiatori più curiosi e con le Guide Abilitate, itinerari, tour, mostre, luoghi di interesse, storie dai territori e curiosità culturali.

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