Bergamo: «Il più bel luogo della terra» (Stendhal)

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Posted by Candida Carrino Category: Tour Tag: ,
La Repubblica di Venezia verso la fine del ‘500 decise di costruire una cinta muraria così da racchiudere la città. Oggi, la cinta lunga poco più di sei chilometri, ancora intatta, è dal 2017 Patrimonio Unesco. Il susseguirsi di porte e bastioni possenti racchiudono Bergamocosa vedere in questa città?

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Bergamo cosa vedere : Piazza Vecchia

Il salotto antico al centro di Bergamo, la piazza “perfetta” è un palco teatrale con due quinte capolavoro: il Palazzo della Ragione e Palazzo Nuovo (ora Biblioteca Angelo Mai) con la facciata in marmo bianco. Ma girando in Bergamo alta, vi perderete nelle strade mentre all’improvviso si aprono davanti a voi scorci inaspettati: cortili nascosti, palazzi imponenti, slarghi romantici.

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Bergamo cosa vedere : l’Accademia Carrara

Dopo sette anni di restauro la Pinacoteca Accademia Carrara è uno dei musei più visitati in Italia ed è tra i monumenti di Bergamo alta più belli. Girando tra le quasi seicento opere nelle ventotto sale non c’è che da lasciarsi incantare dai suoi capolavori, dal “San Sebastiano” di Raffaello al “Ritratto di bambina” di Giovan Battista Moroni.

Bergamo cosa vedere : Santa Maria Maggiore

Ancora un monumento di Bergamo alta. Appena apparirà ai vostri occhi, fiondatevi nella Basilica di Santa Maria Maggiore perché solo il coro ligneo vale la visita. Le tarsie, infatti, costituiscono un ciclo eccezionale nella loro complessità e qualità.

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L’immaginario alchemico di Lorenzo Lotto

Agli inizi del ‘500 in questa città ebbe luogo un connubio perfetto tra un genio, quello di Lorenzo Lotto, e un’artigianalità eccelsa, quella di Giovanni Francesco Capoferri.

Infatti, all’origine di questo capolavoro c’è un ragazzo dalle qualità straordinarie, Giovanni, che il già noto Lorenzo volle per concretizzare il progetto ambizioso del  Consorzio della Misericordia.

La complessità del percorso realizzativo, dunque, non ci potrà distogliere né dall’abilità tecnica né dalla progettazione iconografica, testimoniate da ogni singolo stallo.

Fu deciso di far intarsiare i sedili della parte anteriore del coro, destinati ai religiosi, lasciando quelli dei laici, nella parte dietro all’altare, senza decorazione. Questo solo in un primo momento. Oggi troverete una disposizione diversa.

Considerate, poi, che il lavoro nel suo farsi risultava tanto pregevole che i membri del Consorzio decisero di richiedere anche veri e propri coperchi mobili da applicare per protezione su ciascuna tarsia. Infatti, prevedevano che dovevano presentare simboli e allusioni alle scene sottostanti dall’usura del tempo.

Alla ricerca dell’essenza della vita

Davanti ai vostri occhi, dunque, si presenta un susseguirsi di scene bibliche, delle vere pitture fatte con essenze di diversi legni, soprattutto acero su fondo di noce.

Ma ciò che colpisce è la fantasia scenica nella narrazione di storie rivisitate da una simbologia erudita e a volte criptica con forti citazioni alchemiche.

Il messaggio di fondo che Lorenzo voleva veicolare era il raggiungimento da parte dell’individuo dell’ascesi verso la divinità paragonabile alla trasformazione dei metalli attraverso l’alchimia.

Uscite dalla basilica per continuare a visitare Bergamo … pochi passi e lì attaccato all’edificio un altro straordinario esempio di arte rinascimentale.

Bergamo cosa vedere : Cappella Colleoni

La facciata decorata da marmi rossi e bianchi è un vero capolavoro. I suoi interni un concentrato incredibile di opere d’arte: la statua equestre del bergamasco Bartolomeo Colleoni, i sarcofagi interamente intarsiati nel marmo, la delicata tomba della figlia Medea, i legni scolpiti dei banchi.

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Un grande condottiero

Bartolomeo, uno dei capitani di ventura più intraprendenti del XV secolo, la fece costruire al posto della sagrestia “ruinata” di Santa Maria Maggiore quale personale mausoleo.

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È senza dubbio il monumento più maestoso di Bergamo alta. La descrizione non potrebbe mai sostituire la visione di questo luogo incantevole. Tutto rimanda, infatti, alla forte personalità del condottiero, un grande professionista dell’arte della guerra. Egli passò, infatti, la sua vita a guerreggiare in giro per l’Italia, principalmente al servizio della Repubblica di Venezia. E contemporaneamente fu un munifico sostenitore di grandi opere: dai numerosi castelli nella pianura, alla fitta rete di canalizzazione delle acque da lui voluta, fino alla bellissima cappella in cui riposa.

Tre paia di testicoli

Prima curiosità: il condottiero era molto orgoglioso del proprio cognome, Colione o Coglione, e dello stemma della famiglia, che già dal Trecento, ben prima della nascita di Bartolomeo, raffigurava tre paia di testicoli.

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Seconda curiosità: una leggenda vuole che toccare a mezzanotte il simbolo araldico posto sulla cancellata della cappella porti fortuna. Vi suggerisco di provare! Non costa molto, solo una passeggiata notturna nella suggestiva Bergamo Alta!

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Storica dell’arte, autrice di diverse pubblicazioni in materia di beni culturali, ha una lunga esperienza nella gestione dei patrimoni culturali di diverse istituzioni pubbliche e private nonché nel coordinamento delle attività di fondazioni e centri studi e ricerche

candida.carrino@cicerogo.com – redazione.itinerartis@cicerogo.com

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