“In villa ci ho d’andare, ci devo andare e ci voglio andare”

ville venete
Giacinta, una delle protagoniste de “Le smanie per la villeggiatura”, capolavoro di Carlo Goldoni, così diceva con insistenza. Era Goldoni che sbeffeggiava la mania che aveva preso la nobiltà e le famiglie ricche del Veneto di passare alcuni mesi all’anno nelle ville venete. Quando? Nei secoli della lunga pace assicurata in terraferma dalla Repubblica di Venezia.

Precisamente, da maggio a fine ottobre bisognava riposarsi dalla vita frenetica che Venezia imponeva e, in campagna, rasserenare gli animi, riposarsi, godere della lettura. Queste “smanie”, infatti, hanno lasciato a noi un’eredità unica al mondo. Ben 4238 esempi di ville e precisamente 3803 nel Veneto e 435 nel Friuli Venezia Giulia.

ville venete

Tra le ville venete da visitare, pertanto, quelle palladiane sono le più rinomate. 24 tra le province di Vicenza, Padova, Treviso e Rovigo, poi, sono state inserite nella lista Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco. Le ville venete sono un patrimonio, espressione profonda di una cultura, nobili e contadini insieme, architettura e paesaggio insieme, economia e visione del mondo.

Ville Venete : una civiltà

Le ville venete non erano destinate esclusivamente allo svago dei proprietari. Erano anche dei luoghi in cui la fertile campagna che le circondava era un elemento centrale. Luoghi di produzione agricola e di allevamento del bestiame ai lati di un corpo centrale, destinato ai proprietari vi erano le barchesse. Esse erano ambienti di lavoro magazzini, stalle e depositi ad uso dei lavoratori. Tali ambienti di lavoro erano tipici nelle ville del Brenta.

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Il governo spinse questi insediamenti rurali quando la Repubblica di Venezia favoriva l’autonomia delle derrate alimentari. Le ville, poi note come venete, divennero in breve tempo per i proprietari centro di controllo di attività produttive. Ma anche residenze che per la loro fastosità mostravano tangibilmente i segni di un potere economico.

Ville Palladiane

Il Palladio diventò l’architetto di riferimento per questa tipologia di abitazione. Gli spazi erano distribuiti in maniera razionale. Cucine, dispense, lavanderie e cantine si trovavano al pian terreno. I sottotetti erano utilizzati per conservare il grano. Al piano nobile vi erano al centro gli ambienti di rappresentanza mentre ai lati le stanze occupate dalla famiglia e dagli ospiti. Palladio, infatti,nei suoi progetti si sforzava di mettere insieme due importanti aspetti della vita dell’uomo, l’attività produttiva e gli interessi culturali.

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Le ville palladiane diventarono, quindi, il luogo per curare gli interessi economici e al contempo il luogo di studio, di meditazione e per il divertimento.

Ville Venete:  sfoggio di maestria

Se gli ambienti per il lavoro erano razionali e funzionali alle attività, le zone di rappresentanza divennero la vetrina per esibire ricchezza e gusto. Furono impiegate le maestranze più ricercate dell’epoca.

ville venete giardini barbarigo

Visitare queste ville palladiane è un’esperienza unica. La zona è bellissima e ogni piccola frazione, ogni piccolo paese nasconde come in uno scrigno un manufatto architettonico sorprendente. Alcune ville venete sono di proprietà dello Stato, altre di privati. Vi è la possibilità di alloggiare in alcune queste di splendide dimore storiche. Infatti, alcuni dei proprietari hanno trasformato tutta o parte delle loro proprietà in strutture di accoglienza.

Ville Venete:  una vacanza da sogno

Volete immergervi in un’atmosfera diversa da quella quotidiana? E avete mai pensato di poterlo fare senza spendere un capitale? Potete regalarvi una vera vacanza del corpo e dello spirito in una di queste meravigliose ville venete visitabili. Mobili antichi, stucchi, affreschi, sete e marmi caratterizzano queste dimore trasformate in resort. Accanto all’antico splendore i proprietari hanno pensato bene di attrezzare gli antichi parchi con piscine, vasche per idromassaggio e piste da jogging. Spesso vi sono allestite anche palestre attrezzate, saune, bagni turchi per un soggiorno all’insegna del vero relax.

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Molti proprietari, inoltre, hanno aperto le loro residenze per organizzare matrimoni, eventi e ricevimenti in genere. In molti casi sono la testimonianza di un modo di fare turismo. Così facendo, infatti, è consentito non solo di poter affrontare i costi di manutenzione di abitazioni così straordinariamente imponenti, ma anche di ricavare reddito valorizzando un bene che è di tutti.

Ville Venete:  molte rischiano di crollare

Bisogna puntare a questo tipo di business affinchè le ville venete, marchio identitario che oltrepassa i nostri confini, resistano al tempo e all’incuria di tanti anni. Da verifiche effettuate pare che il 15-20 per cento delle ville sia in condizioni critiche. Più di cento sono a rischio crollo. Alcune ville venete sono in vendita.

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Molte sono già andate perse a causa delle guerre, dell’abbandono. Il nostro impegno è quello di salvaguardare quello che è un vero e proprio brand.  Le 24 ville aperte autografe del Palladio, entrate per prime nel Patrimonio Unesco, sia per la firma del loro autore che per la fama sono state salvate dal degrado. Le altre ville venete, a causa dei costi altissimi di restauro e manutenzione e soprattutto anche di gestione, sono continuamente a rischio di deteriorarsi. Non c’è B&B o ristorante che possa far recuperare in tempi brevi i soldi investiti. Biglietti d’ingresso, convegni, matrimoni e feste sono rimedi momentanei per tamponare spese urgenti.

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Ville venete: occorrono investimenti pubblici

Bisogna che le istituzioni pubbliche si assumano l’onere di predisporre piani di investimento per erogare denaro per mutui a tassi agevolati o anche contributi a fondo perduto. Pensate che l’85 per cento delle dimore appartiene ai privati e solo il 15 per cento ad enti pubblici. I proprietari non devono essere lasciati soli nella responsabilità di custodire un bene che appartiene anche alla collettività.

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Ville Venete: quali vedere e quali visitare? Assolutamente da non perdere la villa:

  1. Barbarigo Pizzoni Ardemani
  2. Barbaro a Maser
  3. Contarini
  4. Emo
  5. Foscari, la Malcontenta
  6. Pisani di Stra
  7. Valmarana ai Nani

Storica dell’arte, autrice di diverse pubblicazioni in materia di beni culturali, ha una lunga esperienza nella gestione dei patrimoni culturali di diverse istituzioni pubbliche e private nonché nel coordinamento delle attività di fondazioni e centri studi e ricerche

candida.carrino@cicerogo.com – redazione.itinerartis@cicerogo.com

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