Scavi di Pompei. Storia e archeologia

scavi di pompei
Gli scavi di Pompei iniziarono per volontà di Carlo III di Borbone nel 1748. Oltre 250 anni di scavo stanno restituendo l’antica città di Pompei. Le ultime scoperte: affresco dei due gladiatori, Leda e il cigno.

Oggi possiamo ammirare Villa dei Misteri, Villa di Diomede, Villa Imperiale e Villa di Giulia Felice. Mentre Villa di Cicerone, Villa di Titus Siminius Stephanus e l’Edifizio dei Triclini furono seppellite.

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E poi, la casa del Citarista, la Casa del Menandro, la casa di Ottavio Quartione. Ancora, la Casa di Pinarius Cerialis e la Casa degli Amorini Dorati. Che dire poi della splendida Casa del Fauno. Ancora, la Casa dei Vettii, la Casa del Centenario, la Casa dei Dioscuri. Infine, la Casa del Chirurgo, la Casa del Forno e la Casa del Poeta Tragico.

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Pensiamo, ancora, alle attività politiche e commerciali negli edifici pubblici degli scavi di Pompei. Il Foro triangolare, il Foro di Pompei, il Macellum, l’Officina del Garum, il Castellum aquae e la bellissima Schola Armaturarum.

Gli scavi di Pompei. Perchè solo nel 1748?

In realtà, subito dopo l’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. scavarono per far riemergere la Pompei antica. Invano. Nel 1553, però, il conte Muzio Tuttavilla decise di costruire un canale accanto al fiume Sarno per alimentare i propri mulini ad acqua. Gli scavi archeologici di Pompei iniziarono nel 1592. Sebbene emergessero resti di edifici e monete, nessuno capì che si trattava di Pompei antica.

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Il 23 marzo 1748, anno bisestile, i Borbone aprirono il primo scavo di Pompei nella zona di Civita. Precisamente, all’incrocio di strade che portano a Castellammare di Stabia e Nola. Presto gli scavi archeologici di Pompei furono interrotti.

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Gli scavi di Pompei ripresero nel 1754, grazie alla scoperta della Villa dei Papiri ad Ercolano. Tra il 1759 e il 1799, poi, la città di Pompei, parzialmente, vide la luce. La Pompei antica non fu più ricoperta grazie a Maria Carolina, moglie di Ferdinando I. Il direttore degli scavi di Pompei, Francisco la Vega, poi, trasportò gli affreschi alla Reggia di Portici senza staccarli dai muri di Pompei antica.

Ma chi viveva nella Pompei antica?

L’antico popolo degli Opici aveva origini latine. Gli Opici arrivarono, infatti, nell’area già nel I millennio a.C. Spinsero, quindi, il popolo dei Siculi verso la Sicilia. Ma poi, il ceppo degli Osci li inglobò. Questi consideravano gli Opici un popolo di lavoratori ovvero adoratori della dea Ops (abbondanza e prosperità). L’unione dei due popoli fu così intensa che “opico” era sinonimo di “osco”.

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Gli scavi archeologici di Pompei non hanno, certamente, restituito reperti così lontani nel tempo. Grazie al primo scavo archeologico di Pompei vennero alla luce, infatti, monete, statue, affreschi e uno scheletro. Non erano, però oggetti di particolare valore. Vennero fuori, inoltre, una parte dell’anfiteatro e la necropoli di Porta Ercolano. Così, l’attenzione tornò nuovamente su Ercolano.

Gli scavi archeologici di Pompei nel XX secolo

Fu Vittorio Spinazzola, nel 1911 a dirigere gli scavi archeologici di Pompei verso la parte meridionale. Scoprì, così, che Pompei aveva un centro commerciale. Non solo case residenziali. Nel 1930 nel parco archeologico di Pompei emerge la Villa dei Misteri.

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Nel 1997 l’area archeologica degli scavi di Pompei, insieme a quella di Ercolano ed Oplonti, entrano nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

Scavi di Pompei orari

Dal 1 aprile al 31 ottobre ore 9,00/19,30. Ultimo ingresso ore 18,00

Dal 1 novembre al 31 marzo ore 9,00/17,00. Ultimo ingresso ore 15,30

Scavi di Pompei biglietti

Biglietto intero giornaliero € 16,00

Biglietto annuale € 60,00

Ciao! Sono il direttore responsabile di ITINERARTIS.

Ho deciso di aprire questo nuovo spazio di discussione e partecipazione per condividere con i viaggiatori più curiosi e con le Guide Abilitate, itinerari, tour, mostre, luoghi di interesse, storie dai territori e curiosità culturali.

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