San Leucio, la fabbrica del Re

tessuti di seta san leucio
Posted by Candida Carrino Category: Posti da visitare Tag:
Caserta non è solo la meravigliosa Reggia borbonica, ma a pochi chilometri ci sono dei siti straordinari, che un turismo mordi e fuggi ingiustamente sottovaluta. Uno di questi è San Leucio, per l’esattezza la Real Colonia di San Leucio.

palazzo del belvedere di san leucio

Una gara con Lione

E’ quella che Ferdinando IV di Borbone decise di fare con le seterie di Lione. Le sue sete dovevano essere più belle. Capriccio di Re! Anche perché, ce lo diciamo tra di noi, un bravissimo mastro tessitore, un certo Giovanni, lavorava la seta a Lione. Jean le Calabrais,proveniente da Catanzaro, sì da Catanzaro, aveva avviato con il suo telaio la prima manifattura di seta in Francia circa due secoli prima. Quindi si trattava di un riscatto del genius loci, se vogliamo.

San Leucio : una fabbrica modello

statuto ferdinandeo

 

Ferdinando apre ufficialmente il 25 marzo del 1776 le seterie di San Leucio, una città-fabbrica. Questa era, infatti, una piccola comunità autonoma, per la cui amministrazione fu approvato uno Statuto ad hoc, ispirato ai principi di uguaglianza e solidarietà. Vi erano alloggi assegnati al personale impiegato nelle lavorazioni. Era prevista la formazione gratuita (nacque una sorta di prima scuola dell’obbligo), una «cassa di carità» e forme di assistenza per anziani e infermi.

Grazie anche a queste condizioni di privilegio rispetto a qualsiasi lavoratore dell’epoca e alla perizia di maestri tessitori italiani e francesi, la produzione di seta crebbe in pochissimo tempo. Infatti, San Leucio si trasformò da semplice «colonia», a termine di paragone per l’eccellenza della tessitura.

San Leucio : una manifattura serica a ciclo completo

Nella fabbrica si svolgevano tutte le fasi del processo produttivo che portavano alla realizzazione di veri e propri capolavori artigianali. In primis, il filo del baco da seta (lungo anche centinaia di metri), dopo esser stato ammorbidito nell’acqua calda e steso in tensione, andava a formare delle matasse. Successivamente, con telai di legno, tra quelli più avanzati tecnologicamente per l’epoca, si procedeva alla tessitura ovvero alla rifinitura dei tessuti.

seta e telai di legno di san leucio

La qualità dei prodotti faceva giungere ordinativi da tutti i paesi europei. Pezzi unici, tende, arazzi e broccati di ottima fattura era fabbricati per rivestire salotti e pareti di ogni prestigiosa dimora. Basti pensare,  che la seta di San Leucio ancora oggi arreda oltre la Reggia di Caserta alcune stanze del Vaticano, del Quirinale, lo Studio Ovale della Casa Bianca nonché anche bandiere, come quelle che sventolano a Buckingham Palace.

I motivi di una visita a San Leucio

telai e sete di san leucio

Visitando San Leucio farete un salto indietro nel tempo. Nel Palazzo del Belvedere di San Leucio è ospitato il Museo della Seta, con una ricca esposizione di antichi macchinari per la produzione e lavorazione della seta. Telai in legno perfettamente funzionanti, lacuculliera”, per il deposito e la lavorazione dei bozzoli in attesa di essere trattati, manufatti. Di notevole interesse, a piano terra, i due grandi torcitoi, che una volta erano mossi da macchine idrauliche, oggi da motori. Un prezioso contenitore di meraviglie, che permette di ripercorrere le tappe salienti del successo serico di questa realtà.

sete di san leucio

Ma oltre al percorso di archeologia industriale una visita a San Leucio vi consente di ammirare gli appartamenti reali con sale affrescate. Inoltre, i giardini del Belvedere di San Leucio e, soprattutto, la Casa del Tessitore, un esempio di quelle che erano le abitazioni date in uso agli operai. Cosa volete di più?

Dove: San Leucio – Caserta – Italia

Scopri San Leucio con le guide  abilitate di CiceroGO Aniello Di Maio e Marianna D’Amore

Storica dell’arte, autrice di diverse pubblicazioni in materia di beni culturali, ha una lunga esperienza nella gestione dei patrimoni culturali di diverse istituzioni pubbliche e private nonché nel coordinamento delle attività di fondazioni e centri studi e ricerche

candida.carrino@cicerogo.com – redazione.itinerartis@cicerogo.com

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