Palatino Roma: l’antico colle

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Il colle Palatino e Roma. Un connubio indissolubile. Dal colle scorgiamo da un lato il Foro Romano e dall’altro il Circo Massimo e la “meta sudans“. Le leggende narrano che il Palatino ha dato le origini a Roma.

Le origini del Palatino a Roma

Il colle era circondato da paludi ed era possibile controllare il corso del fiume Tevere. Il nucleo abitativo originario era di pochi ettari. Gli ultimi scavi, in ogni caso, hanno delle popolazioni vi abitavano già nel 1000 a.C. circa.  Da questo piccolo villaggio si formò la “Roma quadrata”. Oggi il colle Palatino fa parte del Parco Archeologico de il Colosseo.

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La sommità del colle Palatino, infatti, aveva forma romboidale. Il villaggio sul Palatino rimase centrale nel successivo sviluppo della città di Roma.

Le due cime del colle Palatino, infatti, il Palatium ed il Cermalus, rientravano negli originari sette monti del Septimontium di Roma.

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La Lupa trovò Romolo e Remo sul monte Palatino di Roma. Nella “Grotta del Lupercale” furono allattati dalla Lupa. Il pastore Faustolo, infatti, trovò i bambini e li allevò con sua moglie Acca Larentia. Quando Romolo fondò la città nuova, scelse il monte Palatino.

La casa di Romolo, in effetti, era una capanna situata sul lato nord-ovest del colle Palatino di Roma. Proprio dove, alcuni secoli più tardi, Augusto costruì la sua dimora. A conferma di questa leggenda, alcuni resti di capanne dell’età del Ferro sono emersi sul monte Palatino di Roma.

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Perchè il nome Palatino in Roma?

L’origine più logica e probabile è che Palatino deriva da Pala, nel suo significato di altura. Ma c’è chi ritiene che il nome sia legato alla festa delle Palilia in onore del numen Pale. Celebrata, infatti, proprio il 21 aprile. Anno di fondazione della città di Roma. Altri ancora, poi, ritengono che Palatino derivi da Palus, ovvero dalla palafitte in cui vivevano gli abitanti di allora.

La festa dei Lupercalia sul Palatino di Roma

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Sul colle Palatino si svolgeva la festa dei Lupercalia, legata alla mitica Lupa. Una processione di sacerdoti-lupi, partiva dalla grotta del Lupercale, e si dirigeva verso il Tevere. Faceva, poi, il giro del colle frustando chiunque si trovasse a portata di frusta.  Essendo un rito collegato alla fecondità, le vittime erano donne.

I Lupercàli erano una festività romana celebrata nei giorni nefasti dal 13 al 15 febbraio, mese purificatorio, in onore del dio Fauno, ovvero Luperco. Protettore delle bestie ovine e caprine dall’attacco dei lupi.

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La festività aveva il suo culmine il 15 febbraio. Febbraio era il culmine del periodo invernale nel quale i lupi, affamati, si avvicinavano agli ovili minacciando le greggi.

Secondo altri, invece, i Lupercalia ricordano la storia di Romolo e Remo. Plutarco, infatti, fa una dettagliata descrizione dei Lupercalia nelle sue Vite parallele.

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