Festa del grano a Jelsi

festa del grano jelsi
 I chicchi di grano vengono portati in processione durante la festa del grano sulle traglie lungo le strade di Jelsi (Campobasso), nel giorno di sant’Anna 26 luglio. Jelsi, paese del Grano, offre a Sant’Anna, “Grande Madre delle messi”, il simbolo dei frutti della terra : il grano.

I chicchi in processione. Festa del grano.

Bellissime opere d’arte di paglia intrecciata in onore di Sant’Anna vengono trasportate insieme ai chicchi di grano in processione a Jelsi sulle traglie, in Toscana treggie, ovvero antichi mezzi di trasporto usati dai contadini come carri ma senza ruote. Simili a moderne slitte. La scuola delle trecce forma i giovanissimi nell’apprendimento delle tecniche e della lavorazione delle trecce di grano.

Come a Jelsi, la Festa del Grano si svolge in numerose località italiane.

Festa del Grano Olmo, frazione del comune di Gattatico in provincia di Reggio Emilia, la festa del grano dura 20 giorni durante il mese di agosto. Ad Olmo di Gattatico, la festa del grano omaggia antichi mestieri come la cottura del pane, la preparazione della polenta. Ancora la trebbiatura e la raccolta del mais,  la pigiatura dell’uva e la cottura del famoso formaggio locale: il Parmigiano Reggiano.

Festa del Grano Raddusa, in provincia di Catania, dove il 19 settembre il paese omaggia San Giuseppe, patrono locale, per il grano raccolto nella precedente stagione.

Festa del Grano Foglianise, in provincia di Benevento, la festa del grano si svolge sempre nel mese di agosto ed è collegata a San Rocco, patrono del paese. Il 16 agosto sfilano i carri di grano che espongono le opere dei carristi. Esse sono realizzate grazie alla tecnica delle trecce di grano, in particolare degli steli di grano. I monumenti famosi, ma non solo, fungono da ispirazione per i contadini artisti.

traglie di jelsi

un esempio della scuola delle “trecce” di grano

Festa del Grano Jelsi

La Festa del Grano inizia la domenica della mietitura grano. Il centro storico del paese di Jelsi si raggiunge percorrendo la statale Appulo-Sannita ed e’ ubicato su uno sperone a strapiombo sul Carapelle (RIPO). Esso è  di stampo medievale con pianta quasi ellittica.

La Festa del Grano Jelsi ha inizio nel 1805. Anno in cui, proprio nel giorno di Sant’Anna 26 luglio, Jelsi fu colpita da un terremoto, il cui epicentro era proprio in provincia di  Campobasso. Si registrarono ben 5.500 morti in un’area molto vasta che arrivo fino al Regno di Napoli. A Jelsi i morti furono “soltanto” 31. Per questo motivo i cittadini jelsesi omaggiano Sant’Anna per aver protetto la loro comunità.

Festa del Grano Jelsi. Dal cristianesimo al paganesimo

Le spighe di grano vengono intrecciate artisticamente in modo da ottenere particolari forme. Le figure più frequenti sono: un pallone, ovvero una sfera ricoperta di grano; una nicchia a forma di edicola votiva fatta da arbusti di grano legati con fili di ferro; una conocchia, a forma dell’oggetto utile a filare.

Ancora altre figure come un ventaglio messo sulla testa dei buoi; un bastone le cui punte sorreggono festoni a forma di pigna; e poi matteglie, ombrelli e altro ancora. Infine le pelomme, edicole votive edicole votive a Sant’Anna fatte con paglia, grano ed edera e nastri. Due scamorze, poi, erano appese ad esse quale offerta devozionale a Sant’Anna. Le pelomme sono oggi sostituite da croci fatte di tre o quattro mazzi di grano al cui centro c’è sempre l’immagine di Sant’Anna. Le croci sono posizionate nella parte più alta delle traglie di Jelsi. Questa caratteristica testimonia il passaggio dal cristianesimo al paganesimo.

jelsi - festa del grano

percorso via Micaelica

Jelsi sulla via Micaelica

Il comune di Jelsi, con circa 2000 abitanti, si trova sulla “via dell’Angelo” che collega Roma con Monte S. Angelo, in provincia di Foggia fino alla Sacra Grotta. Il cammino  “verso il monte dell’Angelo”, o Via Micaelica, è un percorso storico fondamentale per la storia italiana, europea e di tutto l’Occidente . Dal VIII al XIII secolo, dai tempi longobardi  e per tutta la Pax normanna l’itinerario terrestre attraverso l’Italia in direzione Gerusalemme è stato quello che portava ai porti della Puglia.

L’itinerario si snodava principalmente lungo l’asse viario Appia (non sempre consigliabile perchè troppo vicino alla costa e alle scorrerie provenienti dal mare), Casilina (Casamari – Montecassino), Appia Traiana, Via Sacra Langobardorum (cosiddetta) (San Severo- Monte Sant’Angelo), e da qui, Siponto.

L’itinerario prende le mosse da Roma, Basilica di san Pietro, e in circa 17 giorni permette di raggiungere la meta, compiendo quasi 450 km.

Comune di Jelsi

Si affacciano sulla piazza principale la chiesa Madre di S. Andrea Apostolo (XI sec.), il Palazzo Ducale dei Carafa (XVI sec.), la Cappella della SS. Annunziata (XIII sec.), il Convento di Santa Maria delle Grazie che ospita il Museo di Comunità della Festa del Grano.

festa del grano

jelsi – fontana dei delfini e palazzo civico

Nel resto del paese si potranno apprezzare: il palazzo Valiante (un esempio di residenza fortificata del 1700), la casa Pinabello, il palazzo Civico (con l’annessa Torre dell’Orologio) che è realizzato in uno stile assimilabile a quello prerinascimentale, la Fontana dei delfini che è stata anche un importante elemento di aggregazione sociale, un quotidiano punto d’incontro e di diffusione delle notizie. Qui le donne di Jelsi, infatti,  venivano, con le loro caratteristiche conche di rame in equilibrio sul capo o con recipienti di argilla cotta e smaltata stretti al petto, non solo per fare riserva d’acqua, ma anche per incontrare persone e mantenere una rete di rapporti sociali che le incombenze domestiche certo non favorivano.

Inoltre la bellezza incontaminata dei querceti, dei pittoreschi laghetti collinari, delle limpide e fresche acque delle numerose sorgenti e delle tipiche abitazioni contadine (masserie), consentono di trascorrere una giornata a contatto con la natura e gustare i tipici e genuini prodotti locali.

jelsi - festa del grano

biscotti ‘i core

Il biscotto ‘o core 

Famosissimi sono i core, ovvero  le pastarelle preparate, un tempo, dalla maggior parte delle massaie ielsesi utilizzando l’acqua melata, cioè l’acqua tiepida con cui si sciacquavano le cellette dell’arnia che conservavano un po’ di miele attaccato. In inverno, invece, con l’acqua melata e la farina di granone, si preparava la farenata.  È interessante ricordare che la ricetta de i core, ormai dimenticata in paese, è stata riscoperta a Montréal grazie alla descrizione di questo dolce e del tipo particolare di stampino di legno intagliato occorrente a produrlo.

Desideriamo accompagnarti alla scoperta del Paese più bello del mondo. Ti presenteremo luoghi e itinerari con gli occhi dei turisti italiani e stranieri che visitano l’Italia e con le conoscenze delle Guide autorizzate che li accompagnano. Con gli uni e le altre ITINERARTIS è quotidianamente in contatto.

Vogliamo favorire la conoscenza del patrimonio culturale italiano, nelle sue infinite declinazioni, per aumentarne la fruizione facendo leva sulla trasmissione delle identità locali e sulla valorizzazione delle risorse di tutti i territori.

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