Chi conosce il nostro patrimonio artistico?

storia dell'arte
Come educhiamo i nostri giovani alla comprensione della storia dell’arte e del linguaggio artistico? Non entriamo nella polemica sulla percentuale del patrimonio artistico presente sul territorio italiano rispetto a quello del mondo. E’ innegabile però che il nostro paese sia caratterizzato comunque da un numero cospicuo di siti di interesse culturale.  Se la notizia è nota a “lippis et tonsoribus” la domanda che si pone è: cosa facciamo affinché si costruisca una coscienza civica rispetto a tale ricchezza?

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La scuola e la storia dell’arte

La scuola italiana dalla riforma Gentile in poi ha relegato, cenerentola tra le materie di studio, la storia dell’arte. Non dobbiamo meravigliarci se gli studenti italiani conoscano a malapena, se siamo fortunati, “er Colosseo”. Senza parlare poi dello sforzo dei professori di condurre in viaggio di istruzione in siti storici i loro alunni. Nella maggior parte dei casi i giovani sonnecchianti vengono trascinati da un monumento all’altro mentre schiacciano un pisolino in autobus, per rimanere insonni durante le notti a fare baldoria.

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Solo dalla conoscenza del nostro patrimonio artistico deriva il rispetto per esso e la costruzione dell’identità civile di una popolazione.

Non siamo solo i pronipoti di Dante, Petrarca, Boccaccio, Manzoni, Moravia ma anche di Giotto, Leonardo, Michelangelo, Raffaello, Tiziano, Caravaggio, Modigliani, per citare solo qualche nome di artisti che sono il biglietto da visita dell’Italia nel mondo.

L’orgoglio di essere i figli dei figli dei figli di questi grandi maestri può nascere solo da una scuola che educa a tale consapevolezza.

Storia dell’arte e giornate gratuite

Sono utili le giornate gratis nei siti artistici? Sì, senza alcun dubbio.

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Ma il volano dell’apprendimento deve essere in primis la scuola. La storia dell’arte, oggi, nelle scuole italiane è considerata dagli studenti una materia di serie B, grazie al risicatissimo numero di ore destinato ad essa all’interno dell’orario scolastico settimanale.

L’analfabetismo del linguaggio artistico nel bel paese è una costante che ha attraversato e continua ad attraversare generazioni di studenti. E’ mortificante per gli insegnanti di tale disciplina non poter raccontare e trasmettere agli studenti la loro passione per una disciplina meravigliosa.

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La richiesta al ministro Bonisoli non può essere che quella di pretendere che lo studio della storia dell’arte sia pari come numero di ore a quello della letteratura italiana. La marginalità in cui è esiliata produce analfabeti. L’ignoranza porta allo scempio perpetrato ai danni del nostro patrimonio artistico.

Lo sforzo è quello di cambiare lo sguardo delle nuove generazioni, in modo che guardino, comprendano, abbiano cognizione delle meraviglie nelle quali, ciechi, inciampano quotidianamente.

Storica dell’arte, autrice di diverse pubblicazioni in materia di beni culturali, ha una lunga esperienza nella gestione dei patrimoni culturali di diverse istituzioni pubbliche e private nonché nel coordinamento delle attività di fondazioni e centri studi e ricerche

candida.carrino@cicerogo.com – redazione.itinerartis@cicerogo.com

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