Je suis l’autre. Giacometti, Picasso e gli altri. Il Primitivismo nella scultura del Novecento

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Posted by Candida Carrino Category: Italia News Tag: , ,
Il primitivismo è stato un fil rouge che ha unito tutti gli artisti degli inizi del Novecento. Quanto oggi abbiamo bisogno di questa mostra è negli ultimi fatti di cronaca. Il diverso è sempre più inteso, vissuto e raccontato come anormale.

Vedere questi manufatti artistici non serve solo a conoscere cosa alla fine dell’Ottocento produsse l’irruzione sulla scena mondiale delle culture non-occidentali nel campo delle arti. Ma anche a capire, comprendere e rendere meno ostile, il diverso e lontano da noi l’altro. Questa mostra ce ne dà l’opportunità!

Il Primitivismo nella scultura del Novecento

Allestita nelle Grandi Aule delle Terme di Diocleziano, presenta al pubblico ottanta opere, tra sculture di grandi maestri del Novecento. Arnaldo Pomodoro, Hans Arp, Jean Dubuffet, Alberto Giacometti, Pablo Picasso e Lucio Fontana, solo per dirne alcuni, sono i protagonisti e con essi molti capolavori di arte etnica.

primitivismo - interni mostra

Curato da Francesco Paolo Campione e Maria Grazia Messina l’allestimento è stato pensato come se si trattasse di un viaggio che il visitatore può compiere. Infatti, muovendosi attraverso diverse aree tematiche, il visitatore può ripercorrere le stesse tappe di ricerca seguite dagli artisti novecenteschi. Visivamente si può comprendere il loro approccio alle opere di altre culture.

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Il Primitivismo

Cinque sezioni: l’infanzia dell’essere (ovvero l’istinto e la memoria ancestrale per lo spontaneo), la visione ed il sogno (l’estasi per il misterioso, l’allucinazione nel sonnambulismo), il mondo magico (ossia il fato, il rito e gli idoli), amore e morte (ovvero eros e violenza), il visibile e l’invisibile (per l’ambiguo, la maschera ed il complesso dei tabù delle popolazioni indigene).

primitivismo - il diverso - installazioni

Gli artisti del Novecento non potevano che essere affascinati da un’arte che li avrebbe collocati nel primitivismo nell’arte. Meravigliosi i grandi totem di legno con figure incise che rappresentano divinità propiziatorie od apotropaiche di gruppi etnici dell’Africa, Asia ed Oceania tra il XV secolo e l’inizio del XX. Statuine di varia natura e formato, maschere con fili di rame intrecciati e capelli umani, per richiamare la protezione d’entità divine o diaboliche, che dovevano proteggere le case. Addirittura vi è una selezione d’opere precolombiane a partire dal 1500 a. C., di cui sono un’esemplare testimonianza “le bambole Kachina”.

Il Primitivismo : il linguaggio dell’ “altro”

La scoperta maggiore degli artisti occidentali fu quella di rendersi conto che il linguaggio dell’”altro”, sicuramente esteticamente più ingenuo, aveva un modo di rapportarsi con la natura e il divino con una sincerità che l’uomo moderno occidentale aveva via via smarrito o sacrificato.

je suis l'autre - primitivismo - mostra

Quest’incontro diede vita allora a nuove tendenze e nuove sperimentazioni, espresse con forza soprattutto nella scultura. Ma ancora oggi molta arte del Novecento è pervasa dal fascino e il mistero dell’esotico e di chi è diverso da noi.

Inoltre, come hanno già dimostrato in altre occasioni, le Grandi Aule delle Terme di Diocleziano con i loro spazi monumentali, confermano la vocazione ad accogliere grandi mostre di arte moderna e contemporanea.

Quando : dal 28 settembre 2018 al 20 gennaio 2019

Dove : Aule delle Terme di Diocleziano di Roma

Storica dell’arte, autrice di diverse pubblicazioni in materia di beni culturali, ha una lunga esperienza nella gestione dei patrimoni culturali di diverse istituzioni pubbliche e private nonché nel coordinamento delle attività di fondazioni e centri studi e ricerche

candida.carrino@cicerogo.com – redazione.itinerartis@cicerogo.com

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