Al via la settimana della cultura 2019: dal 5 al 10 marzo ingressi gratuiti nei musei

ministro dei beni culturali
Voluta fortemente dal ministro dei Beni Culturali, Alberto Bonisoli, parte in tutta Italia la Settimana della Cultura. Per sei giorni consecutivi dal 5 al 10 marzo tutti i musei e i siti statali saranno aperti gratuitamente a tutti.

Aveva fatto discutere tutti la revisione del ministro dei Beni Culturali delle “domeniche gratuite”. Infatti, aveva annunciato: “L’ingresso gratis una volta al mese è stato una grande bella cosa all’inizio per promuovere i musei. Tante persone sono andate a visitarli per la prima volta, ma ora c’è l’opportunità di fare di più e meglio. Abbiamo la possibilità di fare qualcosa di nuovo”.

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Ministro dei Beni Culturali: #iovadoalmuseo

Ecco la prima tappa, come punto di forza della campagna #iovadoalmuseo: una settimana di entrate gratuite. Inoltre, come annunciato dal ministro dei Beni Culturali,  le giornate ad accesso gratuito sono aumentate, passando da 12 a 20 all’anno.

Nella gestione del precedente ministro dei Beni Culturali, Franceschini, era stato stabilito visite gratuite in tutte le prime domeniche del mese. Bonisoli le ha lasciate solo da ottobre a marzo offrendo ai visitatori una settimana di ingressi gratuiti, che potrà cambiare di anno in anno.

Inoltre, sostiene il ministro dei Beni Culturali Bonisoli che “Le domeniche gratuite non tengono conto né della stagionalità, né dell’afflusso nelle diverse aree geografiche. Un sistema che tratta allo stesso modo situazioni differenti e che è stato criticato dagli stessi direttori dei musei”.

Ministro dei Beni culturali: ai direttori dei siti 8 giornate gratuite

In questa ottica è stato demandato ai singoli direttori dei siti culturali la possibilità di gestire un pacchetto di 8 giornate gratuite in maniera autonoma. Questi devono tener conto delle diversità territoriali e di conseguenza della differenza dei flussi turistici.

La politica del nuovo ministro dei Beni Culturali Bonisoli ha recepito il dibattito apertosi durante la stagione franceschiniana. Poteva essere davvero utile aumentare ulteriormente l’affluenza in luoghi come il Colosseo, Pompei o gli Uffizi, dove i visitatori sono già moltissimi?

Bisogna considerare se l’affluenza record in luoghi già stagionalmente ricchi di turisti, in particolare in estate, avesse impedito o meno ai visitatori di godere dei capolavori con la necessaria tranquillità.

E’ innegabile che l’Italia presenta un territorio molto variegato con offerte turistiche differenti anche dal punto di vista stagionale. Quindi, non si può non essere d’accordo con una flessibilità e una delocalizzazione moderata. Questa senza dubbio aiuterà la crescita della rete di piccoli siti e musei, spesso misconosciuti ma importanti come i loro parenti più famosi.

Storica dell’arte, autrice di diverse pubblicazioni in materia di beni culturali, ha una lunga esperienza nella gestione dei patrimoni culturali di diverse istituzioni pubbliche e private nonché nel coordinamento delle attività di fondazioni e centri studi e ricerche

candida.carrino@cicerogo.com – redazione.itinerartis@cicerogo.com

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