Lavorare come guida turistica in Italia

lavorare come guida turistica
Se sei una guida turistica in uno dei paesi dell’Unione Europea ti spiego cosa fare per lavorare come guida turistica in Italia. L’Unione Europea ha disciplinato la libera circolazione dei professionisti nel settore del turismo all’interno del mercato europeo. Tra queste figure è inclusa la guida turistica.

Nel 2005, con la Direttiva n. 36, la UE ha regolamentato il riconoscimento tra gli Stati membri delle qualifiche professionali, tra le quali anche quella della guida turistica.

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La distinzione tra i concetti di “libertà di stabilimento” e “libera prestazione di servizi” è la vera novità della Direttiva.

Lo stabilimento implica la partecipazione permanente alla vita economica di uno Stato. La prestazione di servizi, invece, si caratterizza per la temporaneità della prestazione stessa.

Sai cosa fare per lavorare come guida turistica in Italia?

Il professionista deve presentare domanda alla Direzione Generale Turismo corredata dal proprio curriculum vitae e dai documenti personali che attestano:

  • l’identità
  • il possesso dei titoli di studio
  • i titoli professionali
  • i requisiti per l’esercizio della professione
  • l’esperienza professionale.

Per lavorare come guida turistica in Italia, quindi, al professionista deve essere riconosciuto il titolo conseguito nel Paese di origine. Oltre allo status previsto dalla libertà di stabilimento.

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Professione regolamentata oppure no?

Tali documenti, la cui modulistica trovi sul sito del Ministero, possono variare a seconda che la professione sia stata regolamentata o meno nel Paese di origine.

La Direzione di cui sopra, a questo punto,  avvia l’istruttoria della richiesta, informa l’interessato e, se necessario, provvede a chiedere al professionista eventuali integrazioni per farlo lavorare come guida turistica in Italia.

Ad esempio, le guide turistiche che provengono da Paesi in cui la professione di guida non è regolamentata devono inviare un’idonea certificazione da cui emerga l’esperienza avuta e le modalità con cui è stata svolta l’attività.

La Direzione Generale , a questo punto, può emanare il provvedimento di riconoscimento delle qualifiche professionali grazie alle quali i professionisti possono lavorare come guida turistica.

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Accompagnatore turistico e Direttore tecnico

Per le professioni, poi, di Accompagnatore turistico e di Direttore tecnico di agenzia di viaggi e turismo il riconoscimento è possibile anche solo sulla base dell’esperienza professionale purché rispondente ai criteri indicati dal decreto legislativo 206/07.

Il professionista che vuole svolgere in Italia una prestazione di servizi in regime temporaneo e occasionale per lavorare come guida turistica deve dimostrare di essere legalmente stabilito in un altro Stato membro ove esercita già la professione di guida turistica.

I professionisti, invece, provenienti da Paesi che non regolamentano la professione di guida turistica devono inviare idonea certificazione da cui emerga l’attività svolta e l’esperienza maturata al fine di lavorare come guida turistica in Italia.

Ciao! Sono il direttore responsabile di ITINERARTIS.

Ho deciso di aprire questo nuovo spazio di discussione e partecipazione per condividere con i viaggiatori più curiosi e con le Guide Abilitate, itinerari, tour, mostre, luoghi di interesse, storie dai territori e curiosità culturali.

ciro.borrelli@cicerogo.comredazione.itinerartis@cicerogo.com

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