Antitrust, guide turistiche e Regione Lazio

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Fino al 2013, in Italia, l’abilitazione per esercitare l’attività di guida turistica valeva solo nella provincia o regione dove era stato conseguito il patentino professionale. Dal 2013, invece, su impulso del provvedimento dell’Unione Europea di pre-infrazione nei confronti dell’Italia, l’abilitazione è valida su tutto il territorio nazionale. Apriti cielo!! Da allora in avanti, i tentativi del legislatore nazionale, e di alcune Regioni poi, sono stati diretti a “ristabilire” l’abilitazione a livello locale. Così l’Antitrust è chiamata a sanzionare continuamente sia le Regioni che il Ministero.

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Abilitazione guida turistica, Antitrust e Regione Lazio

La Regione Lazio, il 22 ottobre 2018 infatti, ha predisposto l’elenco dei siti regionali di particolare interesse storico, artistico o archeologico. Per disciplinare, quindi, i requisiti di abilitazione guida turistica e le procedure per il rilascio. Peccato che prima il TAR Lazio e poi il Consiglio di Stato, già un anno prima nel 2017, avevano annullato i due decreti del Ministero Beni Culturali. Con essi si dava la stura alle “abilitazioni specifiche locali” in barba alla legge italiana n. 97 del 2013, art. 3. Questa invece ha liberalizzato i servizi professionali delle guide turistiche riconoscendo l’abilitazione su tutto il territorio nazionale della professione di guida turistica. La legge 97/2013 é stata approvata con 7 anni di ritardo solo dopo una procedura di pre-infrazione dell’Unione Europea per non aver modificato la legislazione nazionale in ossequio alla cd. Direttiva Servizi del 2006.

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Per fermare la Regione Lazio è intervenuta l’Antitrust che nel dicembre 2018 ha deliberato di segnalare alla Presidenza del Consiglio dei Ministri tutte le iniziative necessarie per rimuovere le restrizioni concorrenziali. Sul mercato dei servizi professionali delle guide turistiche, che derivano dall’art. 30 della legge della Regione Lazio.

Abilitazione guida turistica : le motivazioni dell’Antitrust

Ciò che rileva, continua l’Antitrust ovvero l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), è la coincidenza prevista nella legge regionale Lazio tra l’abilitazione guida turistica locale e il territorio su cui potrà essere utilizzata. Idonea, così come viene configurata, a determinare una segmentazione del mercato in ambiti locali. Indipendentemente, continua l’Antitrust, dal numero di siti di particolare interesse che la Giunta Regionale del Lazio aveva intenzione di individuare o dei requisiti che potevano essere stabiliti per ottenere “l’abilitazione specifica locale”.

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Insomma, per l’Antitrust non è consentito segmentare il mercato dei servizi delle guide turistiche in ambito locale. Ciò che viene vietato alla Regione Lazio è un monito dell’Antitrust per tutte le altre Regioni italiane. Se, infatti, ogni regione si comporterebbe come il Lazio, afferma l’Antitrust, si tornerebbe indietro nel tempo rispetto alla legge 97/2013. Con il risultato che ogni abilitazione guida turistica dovrebbe essere conseguita un numero potenzialmente infinito, pari al numero dei beni e siti culturali italiani (circa 500.000), conclude l’Antitrust.

I paradossi denunciati dell’Antitrust

Paradossalmente, poi, quest’onere ricadrebbe esclusivamente sulle guide turistiche italiane, precisa l’Antitrust. Giacchè tutte le altre guide turistiche, provenienti da altri stati UE, ne resterebbero esentate in virtù della legislazione europea. E anche di quella italiana che appunto prevede l’abilitazione guida turistica su tutto il territorio nazionale.

 

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Le “abilitazioni specialistiche locali”, evidentemente, non possono essere considerate giustificate “eccezioni” al principio di libero accesso all’attività di guida turistica, sostiene l’Antitrust. Non esiste, infatti, nel caso di specie, un motivo imperativo di interesse generale. In ogni caso, l’eventuale vincolo all’accesso dovrebbe essere il meno restrittivo possibile e soprattutto non potrebbe essere in alcun modo discriminatorio.

Abilitazione : quale futuro per le guide turistiche?

Tutto ciò esaminato, perché le Regioni e il Ministero continuano a insistere su una strada a vicolo cieco? Possibile che le istanze al legislatore provenienti dalle associazioni di categoria delle guide turistiche, o quantomeno da parti di essa, siano ancora dirette a ripristinare lo status quo ante?

Non sarebbe più semplice per le guide turistiche confrontarsi con i giudizi e le valutazioni dei visitatori? A tale riguardo, la domanda a cui rispondere dovrebbe essere la seguente: come conquistare la fiducia dei visitatori?

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Esistono già on line app per guide turistiche totalmente gratuite che rispondono esattamente a tale esigenza.

Se l’esigenza è quella di dare risposta ai visitatori, non v’è dubbio che il digitale sia la strada maestra apprezzata sempre più dai turisti italiani e di tutto il mondo. Abituati come sono, oramai, a prendere decisioni sulla base di informazioni dettagliate sui servizi offerti e delle recensioni degli altri utenti. Pensiamo, ad esempio, ai servizi di prenotazione alberghiera o a quelli per scegliere un ristorante.

Il digitale è la risposta all’Antitrust

Una delle app per guide turistiche già attive, CiceroGO, che ha ricevuto il PREMIO INNOVAZIONE SMAU 2018, offre infatti la possibilità, per ciascuna guida, di inserire una breve descrizione del tour, i luoghi da visitare, la durata del tour, le lingue in cui è svolto il tour, il prezzo del tour, la tipologia di specializzazione della guida, le immagini rappresentative del tour. Si aggiunga, poi, la possibilità di consultare le recensioni degli altri turisti sia per ciascun tour che su ciascuna guida abilitata.

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In questo modo, i turisti possono comparare tra i vari tour sebbene si riferiscono allo stesso place. Per capirci, il fatto che si voglia visitare il Colosseo non vuol dire che una guida vale l’altra o un tour vale l’altro. Il turista, solitamente, ha esigenze specifiche e diversificate. Grazie alle maggiori informazioni fornite con un prodotto digitale il turista ha più facilità nel comparare le offerte di servizi con caratteristiche differenti per qualità, per prezzo, per durata e così via.

Per noi non ci sono dubbi, il digitale favorisce la trasparenza e obbliga chi lo utilizza a posizionare gli utenti finali al centro del progetto, del servizio o del prodotto. 

Ciao! Sono il direttore responsabile di ITINERARTIS.

Ho deciso di aprire questo nuovo spazio di discussione e partecipazione per condividere con i viaggiatori più curiosi e con le Guide Abilitate, itinerari, tour, mostre, luoghi di interesse, storie dai territori e curiosità culturali.

ciro.borrelli@cicerogo.comredazione.itinerartis@cicerogo.com

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